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Il "Liber privilegiorum civitatis Jacis" (Agorà n. 42)



di Saro  Bella


"Nero di Fumo: il colorito dell’intagliate iscrizioni" (Agorà n. 42)

Da una relazione fatta dall’arch. Francesco Battaglia per un lavoro eseguito da un artigiano nella chiesa di Santa Maria del Monte di Caltagirone, si viene a conoscenza del procedimento per “tingere” le lettere incise sulle lastre di marmo.


di Tiziana  Cunsolo


Documenti inediti sulle chiese di Giarratana (Agorà n. 42)

Le ricerche d’archivio consentono di sfatare attribuzioni o ricostruire iter intorno a date, fatti e monumenti. Emblematico il caso della chiesa di San Bartolomeo, il cui prospetto, ad oggi attribuito alla scuola del Gagliardi o a Vincenzo Sinatra, si scopre essere stato eseguito su progetto dell’architetto Antonio Battaglia.


di Danilo  Maucieri


L’inventario post-mortem di un nobile catanese del Settecento (Agorà n. 42)

Dall’inventario di Gioacchino Paternò Castello, Barone di Sigona, traspare uno spaccato della vita familiare di una famiglia aristocratica: gli agi, i vizi, i beni, le amicizie, i viaggi, l’istruzione, gli interessi...


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di Dario  Allegra


Mario d’Angelo, Giacinto Platania e la statua di Santa Venera (Agorà n. 42)

Giacinto Platania nel 1642 riforma l’iconografia di Santa Venera, culto trapiantato ad Acireale nel 1640. Intorno alla metà del ‘600 avviene una rivisitazione agiografica in chiave municipalista del culto della Santa, intanto proclamata patrona della città. Nel 1655, sotto l’attenta regia del Platania, il famoso argentiere messinese Mario d’Angelo ne fissa le caratteristiche iconografiche in una statua d’argento apprezzata da tutta la città.


di Saro  Bella



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