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Giuseppe Di Bartolo stovigliaio caltagironese (Agorà n. 42)

Nell’Ottocento, periodo di decadenza per la ceramistica caltagironese dovuta alla crisi economica e alla concorrenza, i ceramisti si concentrano nella realizzazione di manufatti domestici di scarso pregio, tanto da iniziare a definirsi “stovigliai”. Tra questi spicca la figura di Giuseppe Di Bartolo, uno dei pochi a distinguersi e a realizzare pregevoli manufatti.


di Giacomo  La Puzza


Da fonti greche medievali un particolare assente nei testi occidentali sul martirio di Agata (Agorà n. 42)

Simeone Metafraste, grande “sinassarista” del X-XI sec., tradotto da Agapio di Creta nel XVI sec., riporta le “modalità” con cui Quinziano trova la morte attraverso la pena del contrappasso (cioè ricevendo l’equivalente fatto patire ad Agata) manifestandosi con un morso in pieno petto ricevuto dal cavallo di una guardia.


di Santo  Castorina


Le tele della chiesa della Madonna della Sanità (Agorà n. 42)

Nell’antico borgo di Aci Santa Lucia (Aci Catena), è possibile ammirare due tele di particolare bellezza realizzate tra il ‘600 e il ‘700. Circa gli autori si sono fatte delle attribuzioni ma, considerati i rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, è difficile dare una paternità certa.


di Fabio  Grippaldi


Tragedia greca e psicopatologia (Agorà n. 42)

Nell’antica Grecia la tragedia serviva a dare sfogo a quelle emozioni che la gente reprimeva o sentiva pressanti nella vita quotidiana: il fato, il divino, l’eroismo, l’amore, dunque può essere considerata il paradigma dell’angoscia esistenziale.


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di Giuseppe  Paradiso


Quando fu demolita la Torre Alessi (Agorà n. 42)

Dopo lunghe ricerche sono state risolte alcune questioni inerenti all’opera progettata dal Sada: la data di demolizione e l’ubicazione esatta. La Sovrintendenza ai monumenti, definendola di scarso interesse architettonico, ne consentì la demolizione nel 1963. A distanza di mezzo secolo è ancora vivo il rammarico per la perdita di un monumento che dava una nota esotica all’impianto urbanistico di Catania.


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di Santo Daniele  Spina



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